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Certificazione della parità di genere UNI/PdR 125.

Cos'è, chi può ottenerla, come funziona il punteggio, quanto vale l'esonero contributivo e cosa serve per mantenerla negli anni. Con un solo interlocutore, dall'implementazione alla sorveglianza.

La certificazione della parità di genere è l'attestazione, rilasciata da un organismo terzo accreditato, che un'organizzazione applica politiche e misure concrete per ridurre il divario di genere secondo la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022. Si ottiene con uno score complessivo di almeno il 60% su indicatori distribuiti in sei aree, e il certificato dura tre anni con sorveglianza annuale dell'organismo che lo ha rilasciato.

Una precisazione utile subito. HERvolution non rilascia certificazioni: l'audit resta per legge in capo a un organismo terzo accreditato da Accredia. Accompagna prima e dopo, dal sistema di gestione al presidio dei KPI negli anni della sorveglianza e del rinnovo. Un solo interlocutore per i due binari normativi che oggi corrono in parallelo, la UNI/PdR 125 e la trasparenza retributiva.

Che cos'è la UNI/PdR 125:2022 e che valore giuridico ha

La UNI/PdR 125:2022 è una prassi di riferimento pubblicata da UNI, l'Ente Italiano di Normazione, in vigore dal 16 marzo 2022. Non è una norma tecnica in senso stretto e non è un obbligo: definisce le linee guida di un sistema di gestione per la parità di genere costruito su indicatori misurabili, e l'adesione è volontaria.

Il valore giuridico arriva per rinvio. L'articolo 46-bis del Codice delle pari opportunità, il decreto legislativo 198/2006 come modificato dalla legge 162/2021, prevede che dal 1° gennaio 2022 le imprese possano dotarsi di una certificazione che attesti le misure adottate su quattro fronti: crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni, gestione delle differenze di genere, tutela della maternità. Il decreto della Ministra per le pari opportunità e la famiglia del 29 aprile 2022, in Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1° luglio 2022, ne ha recepito integralmente i parametri come parametri minimi nazionali. Volontaria, quindi, ma è l'unico documento che lo Stato riconosce per l'esonero contributivo e le premialità negli appalti.

Quali sono i sei ambiti e come funziona il punteggio

La prassi individua sei aree di indicatori, ciascuna con un peso diverso sulla valutazione.

  • Cultura e strategia, peso 15%, sei indicatori.
  • Governance, peso 15%, cinque indicatori.
  • Processi HR, peso 10%, sei indicatori.
  • Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, peso 20%, sette indicatori.
  • Equità remunerativa per genere, peso 20%, tre indicatori.
  • Tutela della genitorialità e conciliazione vita lavoro, peso 20%, cinque indicatori.

Gli indicatori qualitativi si misurano come presenza o assenza di una politica o di un presidio. Quelli quantitativi come scostamento percentuale rispetto a un valore interno oppure alla media nazionale del settore, per codice ATECO. Ogni indicatore raggiunto porta un punteggio ponderato per il peso della sua area, e serve uno score minimo di sintesi complessivo del 60%. È una soglia aggregata, non area per area: si può essere deboli su un fronte e compensare su un altro, e conviene usare quello spazio invece di subirlo.

Chi può certificarsi, comprese PMI e micro imprese

Possono certificarsi organizzazioni private e pubbliche, enti e studi professionali. Sono escluse le partite IVA senza dipendenti o addetti. Il principio è la proporzionalità: gli indicatori si applicano gradualmente in base alla dimensione.

Le quattro fasce dimensionali

  • Fascia 1, micro: da 1 a 9 addetti.
  • Fascia 2, piccola: da 10 a 49 addetti.
  • Fascia 3, media: da 50 a 249 addetti.
  • Fascia 4, grande: 250 addetti e oltre.

Per le fasce 1 e 2 valgono semplificazioni, con un sottoinsieme di indicatori obbligatori. Alle fasce 3 e 4 si applicano tutti gli indicatori.

Una micro impresa non è tagliata fuori: le FAQ di Accredia e UNI chiariscono che per il cluster micro il punteggio massimo è più basso e la soglia resta il 60% di quel massimo. Applicare indicatori oltre quelli obbligatori è virtuoso, ma non concorre alla soglia. Attenzione ai gruppi: con forma giuridica composita il calcolo è separato e ogni ragione sociale deve raggiungere il proprio 60%.

Quanto dura il percorso

Non esiste una durata stabilita da fonte istituzionale, e chi promette un numero di settimane valido per tutti sta vendendo una semplificazione. Pesano due variabili: quanto materiale documentale esiste già e quanto sono affidabili i dati del personale su cui si calcolano i KPI. Le fasi, però, sono sempre queste.

  • Analisi as is, con lo score di partenza sugli indicatori della propria fascia.
  • Piano strategico, che secondo le FAQ deve basarsi anche sui KPI delle sei aree.
  • Sistema di gestione: politiche, procedure, comitato guida, canale di segnalazione, formazione.
  • Raccolta delle evidenze, dove si perde più tempo se i dati HR sono sparsi.
  • Audit dell'organismo accreditato.

Quanto costa e quali agevolazioni esistono

Non esiste un tariffario pubblico dell'audit: il costo lo definisce l'organismo in base alla dimensione e alla complessità dell'organizzazione, e a questo si somma il costo del percorso interno. Sui benefici, invece, i riferimenti sono precisi.

Esonero contributivo. L'articolo 5 della legge 5 novembre 2021 n. 162, in Gazzetta Ufficiale n. 275 del 18 novembre 2021, riconosce ai datori privati certificati un esonero dai contributi previdenziali a loro carico non superiore all'1%, nel limite di 50.000 euro annui per beneficiario, entro un limite di spesa di 50 milioni di euro l'anno. La domanda va all'INPS dal Portale delle Agevolazioni, ex DiResCo, con il modulo SGRAVIO PAR_GEN. Con il messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025 l'INPS ha aperto la finestra per le certificazioni conseguite entro il 31 dicembre 2025, con domande fino al 30 aprile 2026: la misura è in vigore e si riapre per annualità successive.

Premialità negli appalti. L'articolo 108, comma 7, del decreto legislativo 36/2023 prevede che le stazioni appaltanti indichino nei bandi, negli avvisi e negli inviti il maggior punteggio da attribuire alle imprese per politiche volte alla parità di genere, comprovate dal possesso della certificazione dell'articolo 46-bis. Il decreto legge 29 maggio 2023 n. 57 ha eliminato la possibilità di dimostrarle con autocertificazione. L'articolo 47 del decreto legge 77/2021 impone poi alle imprese con più di 50 dipendenti che partecipano a gare finanziate con PNRR e PNC di produrre il rapporto biennale sul personale maschile e femminile, a pena di esclusione.

Contributi pubblici. Il Dipartimento per le Pari Opportunità, con Unioncamere soggetto attuatore, ha finanziato la certificazione delle PMI nel PNRR, Missione 5. Il secondo avviso, pubblicato il 26 febbraio 2025 e chiuso il 18 aprile 2025, prevedeva fino a 2.500 euro per soggetto per l'assistenza tecnica e fino a 12.500 euro per i servizi di certificazione, in forma di voucher e non di rimborso. Esistono anche misure regionali e camerali, da verificare caso per caso alla data della domanda perché aprono e chiudono a sportello.

Come si svolge l'audit e chi lo fa

L'audit lo svolge un organismo di certificazione terzo, accreditato da Accredia, l'ente unico nazionale di accreditamento. Le regole per rilascio e mantenimento sono quelle della UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1, la stessa famiglia che governa i sistemi di gestione. È la ragione per cui chi accompagna l'azienda e chi la certifica restano soggetti distinti: l'indipendenza dell'organismo è il presupposto della validità del certificato, e ciò che lo rende spendibile davanti all'INPS e a una stazione appaltante.

Secondo i dati diffusi da Accredia, gli organismi accreditati per la UNI/PdR 125 erano 62, con 38.652 siti certificati, al dato di settembre 2025. Il conteggio riguarda i siti, non le imprese.

Cosa succede dopo il certificato

È la parte che molte aziende sottovalutano in fase di preventivo. Secondo le FAQ di Accredia e UNI, la sorveglianza dell'organismo è annuale, la rivalutazione dell'andamento dei KPI biennale, il rinnovo triennale.

Ogni anno servono dati aggiornati ed evidenze delle azioni realizzate. Ogni due anni va mostrato il movimento dei KPI, e dove il miglioramento non c'è stato serve un piano di rimedio documentato. C'è poi un canale di controllo spesso ignorato: rappresentanze sindacali e consigliere di parità, se dal rapporto biennale rilevano anomalie, le segnalano all'organismo che ha certificato.

Per approfondire. La formazione delle donne manager è uno degli indicatori che pesano di più nell'area sulle opportunità di crescita, e uno dei meno documentati. Nella guida per HR alla certificazione UNI/PdR 125 Paola Palmesano, fondatrice di HERvolution, spiega come farla entrare nel fascicolo; la sua checklist gratuita traduce le sei aree della prassi in domande a cui rispondere prima di partire.

Quali errori fanno perdere la certificazione

  • Trattare il piano strategico come un adempimento. Se non produce azioni tracciabili, alla sorveglianza annuale manca la materia prima.
  • Dati HR non ricostruibili. I KPI quantitativi si calcolano sulla forza lavoro attiva, part time e contratti atipici inclusi. Il personale in somministrazione, chiariscono le FAQ, va considerato nel sistema di gestione dell'azienda presso cui lavora.
  • Ignorare i pesi delle aree. Tre aree pesano 20% ciascuna e i processi HR solo 10%: sbagliare priorità significa lavorare molto e muovere poco lo score.
  • Fare media tra società diverse. Nei gruppi ogni ragione sociale deve raggiungere il proprio 60%.

Il secondo binario: la trasparenza retributiva è legge

Il decreto legislativo 7 maggio 2026 n. 96, in Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2026 e vigente dal 7 giugno 2026, ha recepito la direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Ecco cosa tocca subito chi si occupa di selezione e di compensation.

  • Ai candidati vanno fornite indicazioni sulla retribuzione iniziale o sulla relativa fascia, già negli avvisi e nei bandi con cui si rendono note le posizioni aperte.
  • Non si possono più chiedere ai candidati le retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro, neanche indirettamente tramite chi gestisce la selezione.
  • Scatta l'obbligo di comunicare le informazioni sulle retribuzioni per i datori con almeno cento dipendenti: da 250 in su entro il 7 giugno 2027 e poi ogni anno, tra 150 e 249 entro il 7 giugno 2027 e poi ogni tre anni, tra 100 e 149 entro il 7 giugno 2031 e poi ogni tre anni.
  • Se emerge una differenza di retribuzione media tra donne e uomini pari ad almeno il 5% in una qualsiasi categoria di lavoratori, non motivata con criteri oggettivi e neutri e non corretta entro sei mesi, scatta la valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori.

I due binari si nutrono degli stessi dati: l'area Equità remunerativa pesa il 20% dello score e chiede la stessa analisi retributiva che il decreto 96/2026 rende obbligatoria. Chi li affronta separatamente li paga due volte. HERvolution li tiene insieme, e lascia all'organismo accreditato ciò che per legge spetta solo a lui.

Domande frequenti

La UNI/PdR 125:2022 è obbligatoria?

No, è una prassi di riferimento in vigore dal 16 marzo 2022 e l'adesione è volontaria. Conta perché il decreto ministeriale del 29 aprile 2022 l'ha recepita come parametro minimo nazionale per la certificazione dell'articolo 46-bis.

Qual è il punteggio minimo per ottenere la certificazione?

Il 60% di sintesi complessivo, calcolato sugli indicatori della propria fascia dimensionale e ponderato per il peso delle sei aree. È aggregato, non un minimo da raggiungere in ogni area.

Una micro impresa può certificarsi?

Sì. La fascia 1 va da 1 a 9 addetti e applica un set ridotto di indicatori obbligatori. Restano escluse solo le partite IVA senza dipendenti o addetti.

Quanto vale l'esonero contributivo INPS?

L'articolo 5 della legge 162/2021 riconosce ai datori privati certificati un esonero contributivo non superiore all'1%, con un tetto di 50.000 euro annui per beneficiario, entro un limite di spesa di 50 milioni l'anno. Si chiede all'INPS con il modulo SGRAVIO PAR_GEN.

Quanto dura il certificato e cosa serve per mantenerlo?

Il rinnovo avviene ogni tre anni, con sorveglianza annuale dell'organismo e rivalutazione dell'andamento dei KPI ogni due anni. Serve un presidio continuo di dati e azioni, non solo uno sforzo iniziale.

La certificazione dà un vantaggio nelle gare pubbliche?

Sì. L'articolo 108, comma 7, del decreto legislativo 36/2023 impone alle stazioni appaltanti di prevedere un maggior punteggio per chi possiede la certificazione. Dal decreto legge 57/2023 l'autocertificazione non basta più.

HERvolution rilascia la certificazione?

No, e nessun consulente può farlo: il certificato lo emette un organismo terzo accreditato da Accredia, secondo la ISO/IEC 17021-1. HERvolution accompagna implementazione, preparazione all'audit e mantenimento negli anni, e segue lo stesso percorso sulla trasparenza retributiva.

Fonti: UNI, prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022; Dipartimento per le pari opportunità, parametri minimi e decreto ministeriale 29 aprile 2022; Accredia e UNI, indirizzi applicativi e dati sugli organismi accreditati; legge 5 novembre 2021 n. 162; decreto legislativo 36/2023, articolo 108; decreto legislativo 7 maggio 2026 n. 96. Pagina aggiornata all'8 settembre 2026. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una consulenza legale o giuslavoristica.

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